Tutto è cominciato sul treno: sono entrata, mi sono guardata intorno in cerca di un posto libero e un ragazzino rom mi ha sputato sulle scarpe. In realtà i ragazzini erano due.
I soliti brutti, sporchi, odiosi ragazzini con la faccia da quarantenni. Giocavano a centrare con gli sputi i malcapitati che tentavano di malcapitare sull'affollato treno della tratta Orte-Fiumicino, nella speranza di malcapitare il prima possibile nel proprio ufficio.
Ecco a me mi hanno centrato benissimo.
Ho preso coscienza dello sputo. Ho preso coscienza anche della presenza, sul mio corpo, di strumenti di offesa che la natura si è dimenticata di rimuovere nel corso dell'evoluzione della specie umana da homo sapiens a iscritti a facebook, quali mani, unghie, denti e piedi. Ma ho preferito interpretare lo scaracchio etnico come un tentativo di sublimazione dell'odio di chi vive ai margini, disprezzato e temuto, nei confronti di una classe fortunata e ricca...
Insomma ho preferito evitare un potenziale incontro con i genitori dei due mostri...e limitarmi ad un educato "grazie".
Grazie bambini. Grazie per aver sputato sulle mie scarpe. Grazie per aver depositato su di esse una quantità di germi, batteri e funghi nucleari che il mio gatto, dopo averle annusate, è scappato a nascondersi dentro l'armadio....
Grazie, perchè mi avete fatto capire quanto è inutile e insulsa questa specie di filtro edulcorato della realtà, che noi chiamiamo vestiti. Li indossiamo per differenziarci fra di noi, ma, alla fine, miei piccoli mostri, in cosa siamo diversi? Prendiamo lo stesso treno tutte le mattine. Ci sediamo sulle stesse poltroncine unte e quindi condividiamo pure le stesse infezioni. Usciamo alla stazione Ostiense e andiamo a rompere i coglioni al prossimo, allo scopo di fregargli i soldi.
Solo che "soldi" per voi è una manciata di monetine, per me è "busta paga", ma, ora che ci penso, anche per me è una manciata di monetine.
Non sono così diversa dagli zingarelli che mi sputano addosso e a volte nemmeno io sono tanto pulita...e nei giorni del ciclo puzzo come una capra. Molto peggio di loro.
Ecco, allora perchè non posso vestirmi pure io come mi pare? Basta con le magliettine Liu-Jo con i cristallini termoaderenti, i jeans fascianti e le decolletè...tanto ormai ci vestiamo tutte uguali...io mi metto la tuta e vaffanculo.
Ecco, da quel giorno cominciai ad adottare questo sistema: arrivavo in tuta in ufficio, andavo in bagno e indossavo il catalogo Liu-Jo/Fornarina/Miss Sixtie della stagione in corso. Poi, prima di andare via, tornavo in bagno e mi trasformavo nuovamente in una piccola nomade.
Ci ho preso gusto, la comodità è come una droga: quando ne fai uso la prima volta, tutto il resto è disagio, malinconia, incapacità di rapportarti con il mondo esterno.
Ho cominciato allora a indossare la tuta pure in pausa pranzo. Quei tre quarti d'ora di di passeggiata nel parco...c'è un sacco di gente che si sdraia sul prato...perchè io no?
Ecco allora che i cambi giornalieri passarono repentinamente da 2 a 4 (cacchio Superman in confronto è un dilettante...).
Beh...volete conoscere la morale della favola? I vestiti continuo a portarmeli dietro (non si mai) ma oggi non riesco più a togliere la tuta! Arrivo in tuta, rimango in tuta e me ne vado via in tuta. Nessuno mi rompe i coglioni in stazione, nessuno mi sputa sul treno, gli zingarelli anzi mi temono, perchè in me ora vedono la loro mamma o la zia...
I colleghi mi snobbano. E questo è il vero guadagno di tutta la trasformazione...
Mi arriva pure meno lavoro (conciata così, quale capoufficio oserebbe mandarmi in riunione al suo posto?) e questo mi rende ancora più simile ai ragazzini che rubano le monetine...
Sono felice. Sono libera. Sono etnicamente integrata.
...il suo cavallo soffre di colite spastica e deve fermarsi a fare la cacca in continuazione, il castello è stato ipotecato dalla finanziaria del Conte Dracula e, come se non bastasse, la Fata Smemorina si è dimenticata il mio indirizzo lungo la strada...così ora come faccio a farmi cambiare la vita?
Bratta vecchiaccia magica...vieni qui! Sono qui ehi? Qui, proprio qui...
Niente, eh?
Vecchia rincoglionita...
Vabbè, mi farò cambiare la vita un'altra volta...posso aspettare, io, tzè...

Ecco, la cosa bella di vivere a Roma è la possibilità di osservare da vicino un'affascinante sottospecie di umanità che nasce e prolifera nella Città Eterna da tempo immemore...
Gli storici sostengono che la genesi di questa specie ominide risalga al tempo della battaglia di Azio, nel 31 a.C., in cui tale Ottaviano Augusto dette dello stronzo a un certo Marco Antonio. Alcuni studiosi fissano tale data ad un periodo addirittura precedente: si narra, infatti, che un tale Romolo ("Romoletto" per gli amici) avesse aizzato un cane lupo femmina contro il fratello Remo ("TRemo" per gli amici) al grido di "pijalo a mmozzichi, sto' cornuto!".
Stiamo parlando, per chi ancora non avesse intuito, di quella grande dinastia etno-sociologica-e ci aggiungo pure biologica che risponde al nome di coatto romano (nome scientifico: coattus romanus vulgaris stupidusque), un sottoprodotto dell'evoluzione umana che, francamente, il mondo non ci invidia.
Sabato scorso mi sono resa conto che nei primi 30 anni della mia vita ho potuto godere solo di alcuni lati della personalità burinona dei miei concittadini: ho ascoltato svariati "mortacci tua" e "aho' ma vedi d'annattene...", apprezzato suonerie house ad altissimo volume in autobus, rischiato la vita sulle strisce un centinaio di volte, sfiorato la decapitazione da racchettone sulle spiagge di Torvaianica, litigato con decine di vecchie alle casse del supermercato, mantenuto una glaciale immobilità di fronte a pittbull e rottweiler portati a spasso come fossero agnellini da spezzatino ...insomma pensavo di aver varcato tutte le frontiere della bburinità, e di conoscerne a fondo il codice comportamentale.
E invece...
E invece mancava l'esame finale, la madre di tutte le prove: la litigata con la bburina.
La litigata con la bburina è un evento incredibile, una vera esperienza dei sensi...l'esperienza che conduce al nirvana della bburinità.
In primo luogo, la location della lite non poteva che essere l'autobus. Questo per due motivi: 1) l'autobus è, dopo la spiaggia, l'unico posto al mondo in cui poter dare fastidio a più di una persona contemporaneamente 2) il bburino non c'ha l'occhi manco pe' piagne...figuriamoci per la benzina e per l'obolo ai trenta disgraziati, fra zingari e lavavetri, che fanno la questua al semaforo.
Motivo della lite: la bburina, che si stava consumando in una telefonata di pura passione amorosa e sportiva ("amo'?? Che sta a fa' la Lazio? A' stronzo rispondime....", ha cominciato ad esibirsi in una iterazione di "a' soggetto, a' soggetto, a' soggetto, a' soggetto....A' FAGGIANO!!!" accompagnata da uno spiegamento di decibel sempre più violento.
Alcuni romeni, ricercati per spaccio e rapina a mano armata, hanno cominciato a guardarsi preoccupati, uno spacciatore indagato per omicidio plurimo è sceso una fermata prima...
Insomma...tutto l'autobus era silenziosamente sconvolto. In questa cornice di omertosa indifferenza è emersa, aristocratica e orgogliosa, la mia voce, che al quarto "a' faggiano" si è prodotta in un "aho' abbiamo capito!!".
Non avessi mai osato...prontamente la bburina ha tirato fuori il suo codice marziale, sciorinando una sequenza di minacce che avrebbero fatto convertire Bin Laden al Cristianesimo: "Ahò qui c'è na' stronza che s'è girata e m'ha 'mbruttito...mo' vado li e je do' na' manata...così se impara..."
E via dicendo...
Io, seduta davanti alle porte di uscita, ero li' , sempre aristocratica e orgogliosa, pronta a produrmi in un salto carpiato verso la terraferma in caso di ceffone bburinico...
La bburina, sempre incalzando verbalmente, veniva verso di me con passo bovino...cosa sarebbe successo? E, soprattutto, dove si trovava l'ospedale più vicino?
E invece...la grande sorpresa: il codice marziale bburino non prevede, in questi casi, la punizione corporale. E' sufficiente passare davanti l'avversaria senza neanche guardarla negli occhi, sussurrare un "ma chi sse crede da esse sta' stronza" e rialzarsi le mutandone di pizzo viola che, birichine, si erano nascoste dentro i pantaloni nel corso della seduta telefonica....
Insomma...Roma non è una città meravigliosa??
....potrei glissare elegantemente sul verso successivo...e invece voglio farmi del male fino in fondo:
con i giorni davanti
e in mente un'illusione...
♪♫ ♪…..♪ ♫ ♪ ….. ♫ ♪♫ ♪♫♫….♫♫……
Bravo Eros...ci avevi proprio visto giusto: io quando ascoltavo questa canzone ero una bambina, e pensavo che "zingaro di professione" fosse una metafora gentile, un modo poetico di sottolineare una condizione dell'animo...e invece no. Qui il riferimento alla nostra dimensione professionale è chiaro ed esplicito: io in questa strofa ci leggo le frustrazioni di milioni e milioni di giovani chiappe incollate alle poltrone di un call center, di giovani dita che firmano contratti a tempo determinato, di giovani occhi sgranati e increduli di fronte alle enormi sperequazioni perpetrate all'interno delle aziende italiane.
Vabbè...
Siccome in questo periodo sto inviando il mio CV in giro (il che, tradotto, significa "mi manca solo di noleggiare un piper per sparpagliare volantini con il CV per tutta Roma, di fare un pellegrinaggio di 10 giorni al santuario di Padre Pio sostentandomi solo con ostia consacrata e vino benedetto, e di giungere a nuoto in Honduras per fare un collegamento dall'Isola dei Famosi e lanciare un messaggio alla nazione..."), ho pensato di stendere alcune riflessioni sulle difficoltà che i giovani possono incontrare nella difficile ricerca di un posto di lavoro.
Si tratta di un cammino periglioso e denso di ostacoli, dove si sa dove si comincia...e si sa pure dove si finisce (ovvero seduti su una scrivania, accanto ad un collega che lavora meno, a chiedersi "ma come fa questo qui a guadagnare così tanto se non è nemmeno laureato?!?").
Se c'è una cosa nella vita che mi procura un piacere perverso, è quell'intrigante miscuglio di abbrutimento, sciattume e lascivia che deriva dal trascorrere il sabato sera a casa davanti alla TV.
Ci si abbandona sul divano, trincerate nel pigiama più brutto che si possiede (ex pantalone di tuta di marche gloriose quanto arcaiche* + magliettazza sformata, generalmente un residuo bellico delle lezioni di educazione fisica, generosamente risparmiato dalla tradizionale macellazione ad uso "stracci per spolverare")
Si mangia male, malissimo...o meglio...si bluffa spudoratamente al principio, con la solita pastasciutta o insalatina...per deflagrare sul finale, facendo fuori, a rotazione, tazzoni di latte con Special K, un biscottino Grancereale (anzi, due...vabbè tre), cinque noci, una banana e i confetti del matrimonio di tua zia (che sta per celebrare le nozze d'argento).
Ci si abbandona a pose languide e lascive sul divano...dando luogo a picassiane geometrie di braccia, gambe, cuscini e capelli...il tutto distribuito in ordine sparso.
Si nutre lo spirito con una dose massiccia (che, in condizioni normali, sarebbe letale...ma io sono come Mitridate: ho il cervello talmente imbottito di robaccia che niente mi può ammazzare) di telefilm americani, che pullulano di personaggi femminili coraggiosi, forti e determinati...insomma tutto il contrario dell'ammasso di cellule e carne molle che li osserva tanto avidamente!!
Eppure tutto questo mi piace....sono un caso patologico?
* Cfr. "Best Company", "Think Pink", o addirittura (e giuro che non ne vado fiera) "Benetton 012".
Dopo una mattinata trascorsa a dare capocciate sulla scrivania e a buttare nel cestino una quantità esagerata di documenti inutili (che tra qualche mese mi serviranno sicuramente...e quindi altre capocciate!!)...eccomi di nuovo a postare....
BUUUUU BUUUUU BUUUU
Scusate......
AAAARRRRGGGGGHHHHHH
Scusate ancora...lo so...mi sto comportando esattamente come i disgraziati turisti reduci da una Crociera Costa...
...ma dopo aver trascorso una settimana in un luogo* in cui:
1) Quando un pedone attraversa le strisce le macchine si fermano. E tutto ciò si svolge senza insulti reciproci.
2) esistono ancora le cabine telefoniche (io neanche mi ricordavo come fosse fatta una cabina telefonica! Senza contare che in Italia i pochi esemplari pietosamente tenuti in vita recano ancora le tracce dello sbarco degli alleati: vetri frantumati, scritte oscene, filo del ricevitore decapitato della cornetta o, ancora meglio, cornetta regolarmente agganciata ma senza il filo...)
3) i mozziconi di sigaretta non sono utilizzati per comporre fantasiose geometrie postmoderne sulle aiuole pubbliche, ma vengono correttamente gettati in appositi contenitori coperti di sabbietta
4) Non si rischia di pestare la cacca dei cani sul marciapiede. E quest'ultimo, tanto per intenderci, è più pulito del parquet di casa mia
5) Se non hai il biglietto dell'autobus non sei costretta a consumare la suola delle scarpe pellegrinando da un tabaccaio all'altro, o ad entrare criminosamente sul mezzo pubblico appellandoti intimamente a San Gennaro, la Madonna e Padre Pio, nella speranza di sfangarla un'altra volta...: esistono apposite macchinette automatiche dislocate in ogni fermata. E funzionano, ovviamente...
6) I bagni pubblici sono sempre provvisti di carta igienica e sono puliti: non sei costretta al consueto raid punitivo nel bagno degli uomini per accattare un po' di carta, e all'uscita non c'è la solita signora grassona seduta al tavolo con il suo bravo cestino per raccogliere monetine
Potrete comprendere la mia attuale propensione al piagnisteo e all'autocommiserazione. Posso solo dirvi che, sulla strada del ritorno, mentre venivo travolta dalla consueta fragranza di piscio dei bagni dell'autogrill (accompagnata dalla tragica visione della signora cicciona di cui sopra....) ho provato l'irresistibile impulso di infilarmi nel WC e di tirare lo sciacquone...forse nella speranza di finire nel sistema fognario svizzero...e di risalire, da lì, nelle acque del Lemano......
*Svizzera, lago di Lemano
Torno a scrivere....non sapendo cosa scrivere! Ho vissuto delle giornate tormentose in quest'ultimo periodo (lacrima di circostanza...)...spero possiate comprendere e capire:
Insomma, il mio quaderno della sfiga è stato oggetto di un corposo aggiornamento in questi giorni!
E ora mi ritrovo qui...ad aggiornare il blog mentre dovrei lavorare, con l'onnipresente filo di aria condizionata sulla laringe e la mente alle prossime vacanze!
Nel frattempo ho aggiornato il mio autoritratto su paint: la prova costume è stata superata (nel senso che ormai espongo le mie vergogne senza più vergogna) ma l'abbandono della pratica sportiva (sono due mesi che non faccio un piegamento...neanche per raccogliere un fazzoletto da terra!) ha avuto effetti devastanti sulle mie grazie cellulitiche!!

Comunque ho grandi progetti per questo scassatissimo blog: vorrei espandere il mercato, allargare le mie linee di business, attirare investimenti esteri...insomma mi farò venire in mente qualcosa!
Un grande arrivederci a tutti i miei lettori (e cioè me, mia sorella e il mio fidanzato....non c'è niente come la famiglia!!)
...Questo mi sono detta questa ieri sera, guardandomi allo specchio sconsolata, depressa...e soprattutto più gonfia di una zampogna natalizia!
Ma forse è meglio cominciare dal principio:
1) Prima di arrivare alle notizie drammatiche vere e proprie, vorrei aggiornare il mio personale "quaderno della sfiga" alla voce "spoiler di Harry Potter: io ve odio tutti!!", dopodichè stendere un velo di dolore sull'intera faccenda: alla fine tutti i miei sforzi (tra cui un triplo salto carpiato con avvitamento e doppio giro della morte...) per evitare le anticipazioni di TV, radio e internet sono state vanificate da un'ingenua quanto crudele frase del mio patrigno: "Ma lo sai che alla fine Harry Potter......?"
AAAHHH....Satana mi ha parlato....vattene via immonda bestia!!!!
Ebbene si...un cecchino non avrebbe potuto fare meglio: a questo punto, onde evitare ulteriori infarti coronarici per i prossimi mesi, e per preservare la mia verginità almeno sul fronte: "Piton? Ma insomma è buono o cattivo?!?" ho deciso che leggerò il mattoncino in inglese!
Tiè beccateve questa!
2) Ma veniamo alla rubrica "Medicina 24", un nuovo servizio creato appositamente per le lettrici di Ultimi Neuroni: ieri pomeriggio torno a casa in anticipo per una visita dalla ginecologa e vengo colta da una malsana voglia di guardarmi allo specchio...e cosa vedo?
Un maritozzo ripieno? Nina Moric dopo una seduta di infiltrazioni? La "Cosa" dei Fantastici 4?
No ahimè...è il mio viso ad essere riflesso: e oltre al viso, noto anche delle inquetanti ferite sul cuoio capelluto....
Siccome sono una donna con i nervi d'acciaio...sono scoppiata immediatamente a piangere, ho guidato sighiozzando, sono arrivata allo studio della ginecologa gemendo e ho letteralmente ululato nel momento in cui la dottoressa (che è tale e quale alla parodia della Marchesini) mi ha detto "Oddioooo poooveriiinaaaa...maaa cheee haiiii fattooooo?"
Finita la visita sono letteralmente caracollata dal lettino e sono corsa a farmi visitare dal medico curante...Altri ululati, altri "Oddioooo ma come te sei combinata?"
E finalmente la diagnosi: allergia alla sostanza (che di certo non può essere vaselina) che mi hanno spalmato per poter fare le treccine sulla capoccetta.
Terapia: assumere cortisone, sentirmi un'idiota e sgranare un rosario ripetendo ossessivamente "non mi farò mai più mettere le mani addosso da sconosciuti, anche quando sembra una cosa innoqua. Non mi farò mai più mett..."
Ecco...spero che questa esperienza kafkiana possa almeno servire in futuro a tutti voi...
Zampognosamente vostra
Marika
Alla fine il dolore ha prevalso: le treccine che fino a ieri ricoprivano metà capoccetta sono state ridotte impietosamente in un ammasso gelatinoso (ehm...si usa la vaselina per questi lavoretti!) che per non so quale miracolo della fisica rimane ancora appiccicato alla testa.
In compenso, il gonfiore botulinico che ieri imperversava sulla fronte, oggi ha conquistato anche le tempie (per caso si sta giocando a Risiko sulla mia scatola cranica?) trasformandomi in un perfetto modello di Homo neanderthalensis, tanto che stavo pensando di presentarmi al Museo di Storia Naturale...giusto per arrotondare le entrate!
Se c'è qualche ragazza che legge le scemenze che pubblico in questo blog...e se la solidarietà femminile non è solo un concetto inventato per far comprare le riviste femminili...mi dia una mano!!! Come posso fare per "sgonfiarmi"? In caso contrario...qual'è il modo migliore per suicidarmi?!?
Grazie....
Vostra disperata (e davvero orrenda) Marika