Se ne conoscono di persone nella vita...
Ci sono persone che passano lievi sulla nostra esistenza, con una carezza o un passo di danza. Altre invece ti passano sopra per gualcirti. Altre ti trivellano l'anima. Altre ancora si siedono accanto a te, come passeggeri dello stesso treno...
Persone, facce, vite, storie...
Poi noi.
E poi Facebook.
Uno strumento che potrebbe rappresentare il ponte virtuale tra la nostra storia e quella delle persone che hanno incontrato la nostra vita...o che, al contrario, si potrebbe rivelare semplicemente una gigantesca bacheca virtuale in cui appuntare le scorie che residuano nel nostro cervello dopo, rispettivamente: la seduta sul water mattutina, la colazione al bar, la riunione aziendale e la telefonata di mamma.
Cioè...ho come l'impressione che Facebook non sia altro che l'ennesima funzione sociologica che l'uomo medio si diletta ad espletare nel corso della sua giornata media...una sorta di anello mancante tra la cacca del mattino e il caffè alla macchinetta aziendale.
Facebook in fondo è solo una grande macedonia di vite riassunte, sgrezzate, ridotte al minimo comune multiplo di una fotografia e di quattro ciofecate scritte nella sezione "Informazioni", un gigantesco happy hour dove, inesorabile, si consuma l'eterna tragedia umana dell'ipocrisia.
Persone che si sono cordialmente perse di vista per anni si ritrovano, all'improvviso, amiche.
Amiche....che si commentano reciprocamente le foto delle vacanze (in un'imperdibile sagra del punto esclamativo) e che si scambiano carinerie tenerose...per poi tornare, cordialmente, ad ignorarsi per sempre.
Una mia ex compagna di banco, di cui conservo un ricordo gioioso quanto un brufolo pustoloso sulla chiappa, mi ha recentemente scritto in bacheca: "Che piacere vederti qui! Perchè qualche volta non ci sentiamo...così ci incontriamo?" E io." Ohhh...ma certo...dai sentiamoci...così ci incontriamo!"
Eh si...dai...sentiamoci, così magari ci scambiamo pure i numeri di telefono...e ci contattiamo per darci un appuntamento! Ma che senso ha tutto questo, se non per alimentare il nostro incessante bisogno di confermare a noi stessi che, in fondo in fondo, a noi, di avere tanti amici, non ce ne frega un'emerita mazza?
