Ultimi neuroni

Manuale pratico per dare il colpo di grazia agli ultimi neuroni rimasti in vita dopo 8 (inutili) ore lavorative
venerdì, 08 febbraio 2008

Una digressione sul radical chic (e una domanda...)

Rispondo con questo post a boots...al fine di approfondire il grande perchè del giorno.

Perchè la Bignardi provoca questa incessante dicotomia tra stima e disprezzo? Perchè la Daria ha complicato il mio piccolo mondo perfetto in cui simpatie e antipatie sono matematicamente calcolate nonchè archiviate nell'apposito schedario?

Per rispondere a tale quesito, credo sia necessario introdurre un'approfondimento sull'universo radical chic, una tendenza intellettuale che ha ormai abbondantemente infestato i settori dello spettacolo e dell'imprenditoria italiana.

Il radical chic è la versione evoluta e femminilizzata della sinistra italiana. E' la sinistra che diventa donna e che sposta le sue lotte dalla piazza al salotto, dall'Unità a Vanity Fair. E' la sinistra che, evolvendo da  comunista a democratica si illude di andare avanti e invece sta solo andando a destra finchè, cammina cammina, non farà il giro su sé stessa...

Complicata, illusa, involuta e capricciosa come una donna...

Insomma, il radical chic è femmina, e se non è femmina è gay, e se non è gay è un uomo insulso.

Il radical chic è, per contratto, tenuto a rispettare tutte le forme di cultura e sottocultura esistenti nel pianeta, con particolare attenzione alla questione della fame in Africa e dell'integrazione islamica: dalla prima si genera la corsa alle adozioni a distanza (e l'abominevole abitudine di tirare fuori la foto del negretto dal portafoglio, per far conoscere il proprio "figlio adottivo" agli amici), e dalla seconda il consumo sistematico di kebab, musica araba e ingressi spenderecci all'hammam.

Il radical chic ama il cinema d'autore, ha l'hobby della fotografia, colleziona montagne di cd di gruppi musicali che nessuno ha mai sentito nominare. Crede nelle ragioni del cuore, ama la sensibilità femminile, non si perde una Feltrinelli ed è convinto che non tutti i romeni sono venuti in Italia per delinquere...

Ora veniamo al punto. Fino a poco tempo fa, io, che alla Feltrinelli continuo ancora a preferire la più pecoreccia Rinascente (dal momento che non riesco a comprendere che gusto ci sia a trascorrere ore davanti a centinaia e centinaia di libri, esposti sullo scaffale manco fossero biscotti del Mulino Bianco...), ho sempre ritenuto i radical chic come gente che ha elevato la segatura a stile di vita.

Gente che, nel mondo dello spettacolo e del jet set italiano prende il nome di Monicà Bellucci, Ambra Angiolini, Carlà Bruni, Barbara Palombelli, Beatrice Borromeo, Lapo Elkann e che trae le proprie fortune dalla vendita di robaccia spacciata, rispettivamente, per recitazione, canto, giornalismo e occhiali da sole di qualità...

E la Daria? Ce la metto nel calderone? E' imbottita di segatura come tutti gli altri, oppure la sua spocchietta cela un'umanità che ronfa beatamente davanti ad un film cecoslovacco?

La Daria è una brava mamma e una moglie innamorata. Ha fatto a pezzi Barbara Palombelli in un'intervista. Ed è una che suda sotto le ascelle (una volta ha sfoggiato una maglietta "pezzatissima" in trasmissione), quindi non può che essere una di noi. 

Ma come posso ignorare alcuni sintomi tipici del radicalismo chic...la voce misurata e ipocritina, la fatale tendenza al solottismo fine a sé stesso , la compiacenza nei confronti di donne alle quali staccherei tutti i denti, uno per uno (perchè quella slinguazzata a Franca Sozzani, Daria, PERCHE'??), sono cose che non posso mandare giù..

Daria, chi sei? 


Commenti
#1    08 Febbraio 2008 - 15:54
 
concordo con quasi tutto quel che hai detto...
se sei di milano, hai dimenticato di dire che si rinchiudono solitamente al cinema anteo...

un saluto
claudio
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#2    09 Febbraio 2008 - 18:49
 
Guarda sono d'accordo ma a mio parere manca la componente del potere, ribadisco che Daria non era così prima. Credo che questi cambiamenti ci siano quando si inizia ad avere una corte che asseconda sempre.
E' una cosa che ho notato in generale e non la vedo come un sintomo di maturità o roba simile.
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#3    11 Febbraio 2008 - 07:59
 
@Claudio: ciao! Non sono di Milano (sono di Roma)...peccato...perchè mi sarei divertita moltissimo a visitare il sacro santuario dei radical!
@boots: dunque a Daria sta succedendo quello che è successo a Fazio...da conduttore di una trasmissione "fresca" (sebbene con un format acquistato da Endemol) si è trasformato in marchettaro di libri esposti sugli scaffali del supermercato.
(alcune interviste sono davvero interessanti...ma perchè invitare queste persone solo quando pubblicano il libro? E' incredibile il potere che ruota intorno all'editoria...e dicono che gli italiani non leggono! Forse non leggono abbastanza per aumentare ulteriormente i profitti dei colossi dell'editoria...).
Daria come Fabio....
...e gli ideali che la loro intellighenzia rappresenta?
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#4    11 Febbraio 2008 - 20:41
 
Copioincollo la riflessione che Luttazzi fa nel suo blog in un post dedicato a D'aria (quando si venne a sapere che la Endemol era del Berlusca e dunque, indirettamente, tutti gli Endemolizzati [Fazio,D'aria,etc...] erano dipendenti del cavaliere):

"Quando D'aria intervistò Dell'Utri, cominciò dicendo:-Non parliamo dei suoi processi.- Fammi capire: chiami Dell'Utri per non fargli l'unica domanda che gli devi fare? Ovvio che poi ti lasciano molto libera, se ti comporti così: sei preziosa. Avercene, avranno pensato"

A voi le riflessioni....
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#5    12 Febbraio 2008 - 07:49
 
@gpf: ecco un'altra cosa dei radical chic che mi fa imbestialire: i loro salottini snob, pieni di bolle di sapone, da un certo punto in poi vengono infestati dalla politica...
Il territorio del radical chic, che di per sé, è una specie nata solo per parlarsi addosso e compiacersi dei propri ideali di liberalismo e solidarietà...ma senza particolari ambizioni ideologiche...ad un certo punto viene "colonizzato" dalla forza elettorale di turno, e piegato alle sue leggi mediatiche.
Ecco quindi che Daria, che, come sottolineava boots, è bravissima a masticare aria fritta con una certa dose di humor e disincanto e a trattare con i bipedi del Grande Fratello uscendone "pulita"...all'improvviso si ritrova con il politico delinquente...e con il suo plotone di interessi e servitori....pronto a triturarla alla prima domanda scomoda.
Insomma, il politico in un programma radical chic è appropriato quanto un pittbull nel salottino di una vecchia signora....
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#6    19 Marzo 2008 - 12:42
 
Ti ho scovata sul daveblog, il tuo blog è bellissimo, sto leggendo e ridendo!!!!!
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#7    20 Marzo 2008 - 08:20
 
Grazie Orty! Se solo fossi meno pigra....
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